giovedì 22 novembre 2012

Now you show me your thing.
Wrap your legs around my neck,
Wrap your arms around my feet,
Wrap your hair around my skin.
I'm gonna huh--all right, ok, yeah.


Lacrima virtuale.


Mi domando poi, se l' ipocrisia ci seguirà nelle tombe, al tanto agoniato inferno.


Sarà l'effetto serra, il nostro carcere speciale.

mercoledì 21 novembre 2012

Io ogni tanto ci penso. E mi dico "Dai, impegnati, caga una viola per i tuoi lettori che sono stanchi del tuo lassismo dal primo giorno che ti hanno visto qui.. fai loro vedere chi sei, quanto vali!" 
Poi accendo una sigaretta, mi guardo nelle mutande e capisco tutto.


Ah, dimenticavo. Pronti per l' orgia collettiva tra un mese?

martedì 20 novembre 2012

Tu mi hai già.



Così faccio una selezione diversa. Sì, credo sia snob, anche più della realtà direi. La gente ha tanta cattiveria dentro e di persona ha paura di mostrarla, anche perché teme di più un giudizio fisico frontale. Qui si può lasciare intendere di essere fighissimi, gran professionisti, con i genitali sempre profumati, diciamo.
Includendo ovviamente anche me, eh, si intenda. Che se no sono quello che "gli altri sono tutti cattivi e io no".

Fammi scaldare vicino al tuo fuoco.



Be'. Io le differenze da donna a donna le noto e le ho notate. Quelle più restie, quelle più devote, quelle più cazzofobiche, quelle più... eccetera. Ciò che mi viene da dire è che la maggior parte delle donne fa molto più fumo che arrosto. O meglio. Si sopravvalutano immotivatamente. Per la famosa alleanza implicita "io ho la figa, quindi tu soffri".

I'll tell you 'bout texas radio and the big beat
Soft drivin', slow and mad, like some new language.


I'll tell you this
No eternal reward will forgive us now for wasting the dawn.


"Amami due volte, una per oggi ed una per domani

Amami due volte, me ne sto andando."

Avevamo tutto 
ciò che gli amanti 
hanno sempre avuto 
ma rovinammo tutto.
E non sono triste. 
Sono arrabbiato.



venerdì 9 novembre 2012

"Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
Temp' era dal principio del mattino,
e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
mosse di prima quelle cose belle;
sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
l'ora del tempo e la dolce stagione;
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
Ed una lupa, che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza."




La cultura accascia te e chi ti sta intorno.

Digli di smettere.


Si fa presto a dire un sacco di cose.

Troppe cose. 

Troppo presto.


lunedì 5 novembre 2012

« Si son consunti per le lacrime i miei occhi, le mie viscere sono sconvolte; si riversa per terra la mia bile per la rovina della figlia del mio popolo; mentre vien meno il bambino e il lattante nelle piazze della città. »


Bene. Perso lei malamente, perso quel lavoro da 4 spicci, "acciaccato" eufemisticamente.

Finalmente potrei pure orientarmi verso nuovi ed esilaranti progetti.

Però, ti prego. Prima reagisci.


venerdì 2 novembre 2012

Scivoli, catapultato nel vuoto siderale. Tutto vivi, nulla resta.
Miliardi di informazioni, attimi, si insinuano e si perdono tra le vene, nella mente.
Nulla resta. Tutto scompare. Divorato da buchi neri che opprimono le tempie.
Il diavolo chiede perdono. Giochi con altri demoni. 
Ti lasci accarezzare, lenire, succhiare, smembrare.
Chi sei tu? Cosa resta della campana domenicale?
Tutto scorre, tutto resta fermo. Questo fluido denso che costringe i mondi.
Nulla accade. Tutto esiste, nell'effimero reale. In sogno.
L'aria riempie i polmoni di buio. Ti giri, alzi lo sguardo, corri, geli, lo cerchi disperato.
Ma non c'é. Non c'é. Dove sei? Parlami. Per favore, parlami. Dimmi che mi senti.
Raccontami della morte, quella vera. Questa uccide, mio specchio.
Il soffio é freddo. Ed il buio ghiaccia i pensieri.
Non lasci scampo alle mani. 
Io morirò a 5 anni.






giovedì 1 novembre 2012