lunedì 12 agosto 2013

Mi sa che quest'anno scatta il giro d'Italia in macchina.

E affanculo tutto.

Sfiorirai.

Avrei dovuto essere più spietato. Odio essermi intenerito con gli anni e aver perso la decisione. Avrei dovuto incularti senza accortezza, senza ritegno. Senza tenere conto dei tuoi mugugni di dolore che altro non rivelavano se non l'incapacità di abbandonarti a me. Avrei dovuto fregarmene e zittirti senza paura. Che i capricci non vanno assecondati. Ma indirizzati a svanire. Avrei dovuto non sbagliare ancora. Avrei dovuto prenderti a schiaffi, invece di stare zitto e ingoiare. Avrei dovuto ingravidarti e mettere a tacere quelle grosse complicazioni che altro non sono se non cazzate generate dall'insoddisfazione e dall'insicurezza. Il vero e la cosa triste é che si vuole un punto fisso, un comando, un padrone. Da odiare e venerare. Da provare e straziare. Da sfidare e disfare. Che se ti avessi amata meno, se ti avessi usata coscientemente e malamente mi avresti amato di più. Lo schifo che mi fai tu e tutte quelle come te. Sei l'ennesima bolla d'aria. E prima o poi, forse, scoppierai anche tu.


martedì 6 agosto 2013

Effettivamente la piattaforma "Blogger", nonostante io ci sia molto affezionato e mi piaccia più delle altre tecnicamente, é un mortorio. Mi sa che é il caso di guardare altrove, per un minimo di scambio.
Eccheccazzo.


Brindo a nuova Libertà.


Per te, con te, ero sprecato.

Addio.

giovedì 11 luglio 2013

Di Gatti, Conigli e Satelliti.

In dieci giorni si sono lanciati nel vuoto due dei tre animali che popolano la casa al 5° piano in cui abito. Sicuramente non é che la cosa mi metta tranquillo. Un gatto prima e successivamente coniglio. (Che non gradiscano la mia presenza,forse?) Pom, pom, pom... Il coniglio, pazzo, é sicuramente morto sul colpo se non prima. Il gatto invece, una sorta di reduce hippie a cui l'LSD non é mai più sceso, era spezzato. Così lo si é preso, portato in clinica dove  la diagnosi é stata inesorabilmente impietosa. Così come la prognosi. Mi si é spezzato il cuore a vederlo spegnersi. Con una puntura. Non avrei voluto, me lo sarei tenuto in casa col carriolino piuttosto. Ma veterinario e compagna non erano certamente della mia idea. Sensibilone. Ora ci riproviamo con un gattino di 2 mesi fotocopia al sopracitato convinto di essere batman, perché ad ella piacciono quelli. Squama di tartaruga. Lo si fa anche perché la superstite gatta fifona pare molto affranta e spaventata da questa decimazione, quindi le serve supporto psicologico. Man forte.
Mi sta in una mano e oggi lo andiamo a prendere. Mi ha involontariamente già graffiato. Più amore di così.

Pom, pom, pom... basta animali volanti però, per piacere.


martedì 9 luglio 2013



Protagonista: Io non conosco mio padre. Insomma, lo conosco, ma se n'è andato via quando avevo sei anni. Ha sposato un'altra donna, ha avuto altri figli. Lo fa ogni sei anni: va in una nuova città e mette su una nuova famiglia.
Tyler: Il cazzone ha aumentato le filiali! Il mio non ha fatto l'università, perciò era essenziale che ci andassi io.
Protagonista: Questa non mi è nuova!
Tyler: Così mi laureo, gli faccio un'interurbana e gli dico: papà, e adesso? E lui: trovati un lavoro!
Protagonista: Stessa cosa!
Tyler: A venticinque anni faccio la mia telefonata annuale e gli dico: papà, e adesso? E lui: non lo so, vedi di sposarti!
Protagonista: Sì, come a me... Sposarmi.. Uno non può sposarsi... Ho trent'anni, sono piccolo!