giovedì 5 dicembre 2013

Fight the War. Fuck the Norm.

Sento che potrei fermarmi un attimo qui, a dire niente. Quel niente che piace tanto a quelli che stanno qui. Quel niente di scritture erotiche, di succhiate, di sborrate dipinte come schizzi d'arte contemporanea, di tuttologia applicata all'onnipotenza della mente umana (la propria, regolarmente), sì, insomma. Quei fiumi di coscienza, oppure banali cazzate. Del tipo La signora X,il tipo Y, mi ha detto, fatto, toccato, spruzzato..
E Camus, e Jodorosky, e la Merini, e De Andrade,e Coelho, e Robespierre.. E il lavoro e il sadomasochismo, e tutte le stronzate di cui sono riempite le nostre vite, in sostanza. Semplice.
Menzionandole, mi sono già introdotto nell'onere preannunciato di farlo. Quindi, I'm doing well. In the right way. Sì, insomma. Di che si vuole parlare? Di struggimenti? Di frustrazioni? Di poesia? Di umanità applicata? Dell'ipocrisia? Dello stipendio da 1.3?
Io parlo spesso di queste cose. E lo faccio spesso stando zitto. Che il mio interlocutore spesso non interessato non capisce.
Penso ai capelli che cadono stronzi, alla monotonia di un cazzo con le scopate programmate, alle sigarette insapore e insoddisfacenti, delle non sorprese, di appuntamenti che ricorrono cadenzati in cose diverse, che vogliono tutti sfuggire a lei. La noia. La monotonia.
Tra poco é Natale. Wow!
Un altro anno è passato. Magnifico! Belle stronzate.
Lavorerò, tanto per fare qualcosa di nuovo.
Ho bisogno di emigrare. Esiste un altro sistema solare?
Esiste un mondo dove non ci sia tutta questa finzione?


Voglio il caos, l'anarchia. La guerra. La violenza. Affrontare una bestia feroce, morderla al collo fino a spaccarmi i denti, strapparle le vene, le viscere, Sentire il sangue ancora caldo scorrermi addosso, sentire la sua ferocia sbranarmi.
Me ne fotto del marketing, del trend, del come fare più soldi di bill gates, dello slang, della tv. Delle mode. Dell'ultimo pezzo di quell'artista sconosciuta che siccome sono convinto di averla sentita solo io e altre 4 persone al mondo, sono più figo di voi.


E' tutto finto.
Un immenso plotone di bambolotti al citalopram con le sopracciglia disegnate e le tette strizzate.
Avrei preferito essere un semplice oplita di Alessandro Magno. Almeno avrei avuto qualche ideale. Qualche obiettivo. Sentire l'odore della terra secca prima del frastuono. Del fragoroso scintillio del sangue e del ferro.
Del farsela addosso per l'eccitazione.
O magari un pittore del settecento, dell'ottocento. Un artista girovago. Sporco e avvezzo ai bordelli. Quando ancora esisteva poesia nell'uomo e nella donna. Una vita avventurosa. Fatta di regole sociali che solo le classi nobili potevano e dovevano rispettare. Mentre i randagi si arrangiavano alla vita quotidiana con la consapevolezza ben impressa nella mente che ogni giorno poteva essere l'ultimo.
Quale personaggio famoso del passato mi piacerebbe davvero essere stato?
A conti fatti forse nessuno. Ognuno immagino abbia avuto glorie e cadute. Se cristo ha avuto la sua croce, immagino gli altri. (Sì, ho trovato. Morrison. Jim Morrison. Lui sì.)
In un mondo in cui ciò che conta è solo il potere, nulla mi affascina più.
E dire che sono un tipo decisamente sexy.
Stimoli.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Evviva, un po' di sano ottimismo, grazie!

John Andersson ha detto...

Sono una garanzia.