Quello che "oggi sono un disastro"; mentre passi la liturgica ora in solitudine a convincerti che non sia così, dissimulando inevitabilmente il contrario.
Violenterei le tue private perversioni fatte di mimetismo.
Prevaricherei la bocca e gli occhi. Sfonderei la frustrazione dell'inutile convenevole distanziale.
Quel che basti a stringerti la gola e farti conoscere l'uomo che sarei dove non posso essere, se solo la tua incisa settorialità mi concedesse di non sentire, da chilometri di distanza, l'odore della paura.
Mentre continuiamo a chiederci affettatamente "scusa".
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