mercoledì 10 ottobre 2012

Estensioni, rotazioni, trasmutazioni, rivoluzioni. 

Immobili nel divenire. 

Scintillanti nell' avvizzire.

Fecondi nello sfiorire.



Le generalizzazioni mi stanno sul cazzo.

Generalizzando, ovviamente.

venerdì 5 ottobre 2012

Davanti ad un bivio, una strada tocca prenderla. 

Difficilmente sarà giusta, a prescindere.


lunedì 1 ottobre 2012

Portami sotto un cielo stellato. Lasciami morire tra le foglie umide.


domenica 30 settembre 2012

martedì 25 settembre 2012

Se da una pozzanghera si levano fiori.




Il fatto é che tutti possono vivere senza di te. E non l'hai ancora accettato. 


Guardati intorno: cosa vedi? Cosa speri di trovare? Quali misteri dovranno ancora essere svelati? Il libro é scritto e le pagine sono gemelle. Scegli il tuo colore, ma il libro é lo stesso. Cosa sceglierai quando i denti si frantumeranno nella bocca? Quale miseria accompagnerà la tua secca sete di evenienza? Ogni foglia versa al suolo immobile. Finge una vita che non le appartiene, nel tenebrare d'infanti sospesi alla ricerca. Le bocche chiuse in agonizzante desìo. Gole cariche di vetro e nitroglicerina. Imbuti uterini che abortiscono basse carezze nel vespertino decadere di ore ridondanti come pietre contro di un muro.
Countdown.

Fine della Festa.

lunedì 24 settembre 2012

Accarezziamo Affranti Arabeschi.


Ma non senti un ronzio?


What's my drug of choice?



(Ph. Carsten Witte)


 [Non le interessava essere compresa. Benché lo richiedesse continuamente. Ciò che realmente desiderava - ma che non avrebbe mai ammesso, sia chiaro - era essere sottomessa. Usata.
Una scossa elettrica per ogni centimetro del suo corpo. Quella bassa vibrazione che la pervadeva per poi sfociare in onde corte e pelle d'oca. Tutte le donne lo vogliono. Chissà perché, poi.
Quale legge non scritta faccia sì che nella ricerca di un partner occasionale, sfoggiando ben nutrita e ador
nata ipocrisia, ci sia nel concreto il bisogno primordiale e carnale della possessione. Della voluttà e della lascìvia opportunamente e volgarmente negate all' evidenza degli atti; per non parlare poi di quella dei fatti.
Milioni e miliardi di combinazioni possibili. Deliri di onnipotenti composizioni sessuali costrette ad una ruota della fortuna avvizzita e fallata. Nonché evidentemente compromessa da sé stessa.
Mi domandavo spesso cosa avesse portato a questa sadista omissione genitale. Quale corto circuito emotivo, dovuto a quale ghigliottina cerebrale, causasse questa infibulazione dello spirito.
Voleva solo essere scopata, in fondo.
Brutalmente. Incivilmente. Mestamente. Senza ritegno né tantomeno onore. Per non molti spiccioli. L'onere unico di possederla come lo si farebbe con una cagna fedele. Come una comune puttana francese di metà ottocento. Agghindata al sogno virtuale e romantico dell'amore, congedato poi con una manciata di franchi. E così di nuovo. Da capo. Perfetta nel trucco e usata nella sottana.
Ed ancor di più continuavo ossessivamente a domandarmi 'cosa?'. Cosa mi portasse a voler martirizzare ed accudire quell'andamento malsano e scomposto. Quell'atteggiamento così riprovevole e svilente. Quella compulsiva ed incontenibile brama di pochi minuti di bestiale violenza.
In fondo era esattamente ciò che voleva. In fondo.
Farsi fottere fino al cervello. Sentirsi usata intimamente. Senza promessa di fiducia alcuna. Solo spellarsi dal desiderio. Farsi a pezzi la carne. ]
Vince chi fugge. 

Perché nessuno ha il coraggio di restare.




 Ph. Christer Strömholm, Les Amies de Place Blanche, Paris.





Vince chi fugge. 

Perché nessuno ha il coraggio di restare.