giovedì 28 febbraio 2013

Quarta notte dal garage: La scorsa giornata é stata sempre poco produttiva, causa malesseri e tentativi di recupero sonno. Poco girare, molto risparmiare. Che per me é la tecnica migliore. Meno frustrazione nel vedere risorse buttate al vento. Inoltre grazie al contributo dei soliti pochi ho rimediato un'ottima stufetta che ha reso la situazione sicuramente più confortevole. Per la notte. E finalmente ieri é passata la persona che mi buca le vene, arrecandomi un po' di sollievo con droghe legalizzate. Il che ha prodotto una notte chimicamente più confortevole. Ieri sera é stata la mia prima volta ad una mensa caritas. Entri, lasci il tuo documento, anche se bisognerebbe e bisognerà a quanto pare passare da un centro d'ascolto e farsi "schedare", per poter continuare ad usufruire dei servizi di questi "istituti di carità". Quindi cibo e bagno, dato che come accennato precedentemente posti letto non ce ne sono. E la cosa non é che mi dispiaccia più di tanto, visti i soggetti ed il tanfo nell'aria. Quindi entro, chiedo di mangiare, si tengono il mio unico documento che lascio lì a malincuore perchè se perdo quello sono fottuto, prendo il mio numerino e aspetto. Ho il numero 50. Ieri sera non eravamo tantissimi, la sera precedente, quando passai per informazioni erano qualcosa di più. passavano i 70. Ieri eravamo sui 60. Così parte la fila, 1,2, poi 3 e 4, e così via. Ci vuole una mezz'ora buona prima che tocchi a me. Mi dovrò regolare a riguardo, stare in piedi ad aspettare non é il massimo per me. Così arrivare o molto presto, oppure a metà orario, di modo che la fila si sia già smaltita. Stamattina proverò a tornare lì e spero che nonostante la mancata schedatura, alla quale proverò a provvedere nel pomeriggio, mi facciano fare comunque una doccia. Lo spero. Che l'aria dell'homeless ce l'ho tutta. Me lo si legge in faccia. Comunque, riguardo alla cena di ieri.. posso dire che sicuramente non c'era nulla di eccezionale, e che alcune cose le ho ingoiate nonostante non mi rassicurassero per niente. Ma proprio per niente. E a questo non sono di certo abituato. Ma l'ho detto e lo faccio. Piuttosto mangio la merda, quella vera. Ed eccomi. Prendo il pane che non ho toccato ed i due kiwi, avvolgo in un pezzo di carta e dopo aver chiesto, porto via. Fin'ora nulla di drammatico. Per fortuna. Anche se la sedia mi continuava a ballare sotto al culo ed io ero convinto ci fosse qualche stronzo che si divertita a sfottermi e/o a tentare di rubarmi cose di dosso. Invece, a meno che di mostri nei seminterrati, la causa più probabile di quelle scosse era forse la vicinanza con la ferrovia.. Così mentre mangiavo continuavo a sporgermi e guardarmi sotto al culo. Chissà che hanno pensato le facce rassicuranti nella stanza. Il più bianco aveva il colore del caffélatte. Non che io sia ariano, quindi... é il posto per me. Forse.
Quindi, parola d'ordine, ottimizzare. Cosa che una volta sapevo fare molto bene. Ora mi ci vorrà esercizio e sacrificio, ma non mi spaventa. Tornare a me stesso, non mi spaventa più di tanto. Spero l'isolamento mi permetterà di curarmi, per quel che posso e ricominciare, con meno pressioni possibili, a fare qualcosa di costruttivo per me, e per gli altri. Oggi comunque, é tempo di fare qualche giretto e di mettere in moto eventuali possibilità. Cara benzina di merda. Quanto mi costi. Intanto vediamo se riesco a fare una doccia.
Amici Allah. Sto arrivando e state lontani dal mio culo. Vi avverto. Potrei reagire molto male.

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