lunedì 18 febbraio 2013

Strappa. 
Che se l'essenziale é invisibile agli occhi, come diceva, 
allora tutto l'inutile é nitidamente ovunque. 
Che se ancora sento il profumo dei tuoi capelli 
impresso a fuoco nei recettori olfattivi, 
allora il tempo non ha spazio né luogo;
 né una disposizione temporale. 
Se sono ovunque, esattamente al centro del niente. 
Mentre gioco a bucarmi le vene di ricordi, 
in un ondeggiare perpetuo; culla di scure nascite. 
Se é una, poi ancora e un'altra ancora. 
E non sai come trovare la tua fede, 
se il papa si dimette e neanche dio sa esistere. 
Ma la tua vita multimediale, invece. 
Scegli il fiore, la luce, l'obiettivo giusto. 
Racconti la tua poesia del giorno da far adorare al nulla, 
nei tuoi mille apprezzamenti. 
Quando anche l'estasi del calore, dentro, non fa più nessun rumore. 
E i sorrisi finiscono prima. 
Allora sai che non c'é un oggi che sia domani; 
né un ieri che ti porti ad oggi. 
Che della tua natura non resta 
che un' inutile rappresentazione senza teatro 
e spettatori occasionali. 










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