mercoledì 30 gennaio 2013

Ed eccoti finalmente. Notte adorata. Ad avvolgere ed accogliere queste spoglie esauste. Da tutto il ciarlare del mattino, del giorno, della sera. Da tutto il rumore, lo smog, le sincopi e le aritmie. Ad osservare un corpo stanco,stanco di accusare colpo. Fammi un altro buco, Anna, e che sia l'ultimo questa volta. Te ne prego. Che non ne voglio più di tutto questo niente che mi dissangua le arterie. Questa afona agonìa. Rendimi sordo e cieco e muto. Amputami mani e braccia. Decapitami e butta tutto in una discarica abusiva. Quella dei polli malati morti in batteria, dei rifiuti tossici gestiti dalla malavita, quella delle scorie radioattive che non ci sono. Fammi sparire nel nulla. Come il calzino che puntualmente inghiotte la lavatrice. Come i tuoi capelli scuri che mi hanno fatto tremare le ossa. Come l'eroina. Come una caduta vorticosa, lenta, inesorabile, anestetica, glaciale. Il nulla assoluto. Scioglimi in acido, tra le macerie dei cantieri subappaltati alla camorra. Di questo paese di cui non si distinguono i confini, gli abitanti, le leggi, i tratti somatici, la lingua, i figli. L'unica marchio costante e tangibile é la puzza che non se ne va. Nemmeno se sali su di una montagna, se apri la finestra, se ti ricoveri in pneumologia ed inali ettolitri di merda sintetica vaporizzata.
Stanco di chi "io e te siamo uguali" senza sapere nulla, stanco dei nascondini con gli anziani che anziani non saranno mai, stanco dell'abisso che ho guardato per te, perché avevi troppa paura di farlo tu, stanco. Stanco del "fammi male, amami, ti porto nei miei segni". Stanco di chi vive in fantastici mondi immaginari pur di non vivere nel proprio. Di adulti che "tu non mi conosci, io ho i problemi" e ti scaricano silenziosamente ed implacabilmente addosso la loro miseria, stanco della megalomania, stanco del "salvami perché io sono buono anche se mi vendo al mondo come una puttana", stanco. Di quell'amore che non lo sa nessuno che cazzo é; questo amore di cui vi riempite la bocca e serve solo a farvi sentire puliti mentre avete gambe sporche di merda di cane fino alle cosce. Stanco del "Non é colpa mia, sei tu che mi costringi". Stanco degli autolesionisti "perché mi fa sentire vivo", stanco del "non mi avrete mai, perché ho un castello con mille stanze ed é il più bello, tu cercami in ognuna, io scapperò non appena sentirò avvicinarti, ma non smettere mai, mai di continuare a cercarmi, mi raccomando". Stanco delle abbuffate notturne, di maccheroni freddi, dei pandori spuntanti dal nulla col gelato, dello stomaco che non ne vuol sapere, del fumo, del freddo, della spia motore sempre accesa, del riscaldamento che non ti scalda neanche il cazzo da mille euro al mese, delle lacrime degli anziani che "ai miei tempi era tutto meglio, oggi siete tutti peccatori, cattivi". Stanco del "ti amo ma oltre i 10 metri". Stanco delle bugie, delle persone che camminano nelle loro stupide esistenze tutti i santi, maledetti giorni, a macinare chilometri per tradire un po' più in là quello che sono raccontandosi che "la vita é un'incognita". Stanco degli intermediari che ti si attaccano alla cintura, delle tasse, di chi costruisce castelli di puttane da 30 euro lungo le statali giocando ad amore e cocaina mentre i figli litigano per il gioco più bello "questo é mio, papi l'ha comprato a me." Mentre la moglie a casa compra l'ultimo ritrovato tecnologico per separare tuorli dagli albumi, a suon di "perché voi siete i migliori! fatevi un applauso!". Stanco delle banche, che ti danno soldi solo se ce li hai già, e ti lasciano morire di fame se non riesci a trovare un modo per mangiare. Stanco dei tuoi 100 km per un buco di culo, del "oddio guarda che nero sotto gli occhi". Stanco dei baci che non sanno più di nulla se non di stilizzati simboli di una microfelicità. Di "ah, se solo avessi avuto il coraggio, quella volta, ti avrei cercato", stanco. Dei dottori che si inculano negli ambulatori mentre attendi 6 ore per essere preso a calci, stanco di essere inculato sulle loro scrivanie in piuma di mogano coi portapenna dorati, delle loro infinite specializzazioni firmate da magnifici rettori, e delle loro vacanze una settimana in montagna, una al mare, una in montagna, una al mare. Stanco delle manie per il rosa, per gli animali che son meglio degli uomini, perché loro sì che non ti tradiscono e sono affettuosi, stanco del "se potessi, farei", stanco di sognare vite che vivrò solo in punta di clic. Stanco del "chiamami domani, a presto, la prossima volta, vediamo, ci sentiamo, ok, mi raccomando, ci conto". Del "vogliamoci bene basta che ti fai i cazzi tuoi e mi lasci fare i miei.". Stanco dello "stronzo che non mi caga, come posso fare" e dello "stalker che mi assilla perché é pazzo, sono libero di fare vedere il mio buco del culo al mondo ma non si deve permettere di infastidirmi perché io sono una brava ragazza". Stanco del "se é mio é mio e se é tuo é ancora mio". Stanco del "Come va?" che altri non significa "testa di cazzo, voglio solo infastidirti perché non fai come ti dico e vedere come rotola la tua vita di merda". Stanco del "tanti baci, sì mi piaci, ma non posso, non posso,la mia vita non me lo consente per carità, fatti delle ricche seghe, vedrai sarà bello lo stesso, ti amo nel mio universo parallelo insieme a johnny depp, il figo stupido della palestra dove vado a fare gag che lo vedo che ogni tanto mi guarda, ma io no, io mica farò mai il primo passo, una donna non lo fa, anche se sono cagna dentro e vorrei assolutamente mi pisciasse nel culo". Stanco del "siamo una coppia aperta, ci amiamo tantissimo e stiamo bene insieme anche se ogni tanto lui si sbatte la segretaria ma tanto io non lo so, quindi non mi importa, anzi.. dopo torna ed é ancora più eccitato e a me va bene così. Sapesse lui cosa gli combino..". Stanco del "sapessi quante ne ho passate, ma non posso dirtele perché per farle credere così importanti devo tenerle per me, se no scusa...ma parlami di te e non farmi domande personali, io mi sforzerò di sorridere e annuire.". Stanco delle sigarette da 10000 lire che più costano e più fanno schifo. Stanco di affitti che se li paghi non mangi e se mangi lo fai al supermercato con la spesa di 3 settimane. E ti trovi a mangiare per 5 giorni lo stesso merdoso piatto unico, scotto e plasticoso.
Notte. Mi mancherai. Mi mancherà la tua silenziosa compagnia. Dove tutto appare ovattato e allo stesso tempo più chiaro in tutta la sua maestosa immondizia. Culla di una civiltà che di civile non ha neanche la tavoletta del cesso che puzza di fogna per mangiamerda amministratori condominiali.
Negli ultimi anni ho visto le migliori menti della mia generazione bruciate davanti a monitor e tastiere. Lavorando su cose della cui utilità neanche loro stesse sanno. Ho visto le persone migliori perdersi dietro al nulla digitale. O forse, avevo semplicemente bisogno di un buon oculista, e di un bravo analista.
Ciao notte.  Ora, vado nel buio.



6 commenti:

Unknown ha detto...

Due volte in 24 ore: troppe emozioni...come si fa? L'ho riletto un paio di volte, all'inizio mi sentivo dentro un testo di Vasco Brondi, poi però ho ritrovato molto di me. Nel bene, ma soprattutto nel male.
"E voglio un'altra stronza
rivoluzione
un orgasmo che mi plachi
ogni reazione".


John Andersson ha detto...

Ti ringrazio Libera. Sei molto gentile. Tu non tieni un blog?

Unknown ha detto...

Non potrei, sono troppo incostante e distratta. Scrivo di musica, (una delle mie due più grandi passioni)ogni tanto. Il tuo blog è molto "intenso", mi piace leggere qualcosa che sia scritto nella mia lingua.

John Andersson ha detto...

Cosa suoni? C'é qualcosa in rete che si possa sentire?

LaSedia ha detto...

ora con quell'aggeggio che separa i bianchi dai rossi faccio degli zabaioni che llévati.

John Andersson ha detto...

Complimenti.