giovedì 10 gennaio 2013

Rido perché non so piangere. 
Sono il fantasma che mi divora e paralizza le tempie. 
Sono la mia stessa carcassa.
Un sorriso dietro ogni lacrima muta, implacabile.
Il requiem della mia stessa anima.
Un orpello che fluttua sul niente.
Un cuore nero che galleggia nelle fogne.
Il mio dio inferiore e bestemmiato.
Lo schiaffo che sciocca la bocca.
L'angelo nella via che raccoglie le immondizie,
vagabondo sottoterra in attesa
di vermi che altri non aspettano.
Il rimpianto della misericordiosa quiete
che non c'é. 
Non esiste.
Le mani sul viso a chiedere perdono
per quell'errore che non trovo mai.
La pelle sensibile e fredda
di ogni carezza che violenta 
trapassa il petto e lo frantuma in coriandoli di cenere.
Sono la mia vita spezzata in due.
Sono la sconfitta nei miei occhi di pietra.





2 commenti:

LaSedia ha detto...

perché è bellissimo.

John Andersson ha detto...

:) ******** Grazie.