lunedì 23 aprile 2018

Annatevelappijànderculo.






Un Salutone alle mie amiche del cuore.
Grazie del sangue sputato.
Del cuore sventrato.
Troie smidollate.
Non valete un cazzo.
Ciao.
ViViBi.
                                

venerdì 22 agosto 2014

The Noose.


  A Perfect Circle - The Noose

Ho sempre avuto la tendenza a scegliere persone che non hanno capito nulla di me. Quanto le amassi, quanto desiderassi la loro felicità. E quanto desiderassi sentirmi ricambiato. Persone convinte di avermi seguito e rincorso, non rendendosi conto non solo di non averlo fatto, ma per di più a pretendere che io lo facessi. Persone convinte di avermi amato "troppo". Una parola inutile. Una parola che maschera scuse. Scuse per le proprie incapacità, mancanze, nei confronti dell'altro. Convinte che basti sentirsi in colpa per dimostrare tutto. Per mostrare amore. Ma l'amore è altro. E' accoglienza. E' conforto. E' sicurezza. E' fiducia. E' complicità. Persone che una volta Sentitesi, messe in discussione, hanno reagito con disprezzo. Facendomi sentire terribilmente solo. E inadatto. Sfiduciato. Se sei sincero, questo non succede. Non hai paura. Perché sai che andrà bene. Se non senti questo, allora stai mentendo. Menzogne. Ecco quello che sono. Verità di comodo. Manifestate in leggerezza con "io mi ero concessa a te, mi avevi, adesso sono di qualcun altro". Sprezzando e violentando così un' intimità Sacra. Un legame profondo. Che ora mi rivolta lo stomaco.
Quello che rimane è un oscuro senso di morte. Di disagio profondo. Ogni volta. Come fosse la prima. Completamente cavo. 
Un disgusto che lacera lo stomaco.
Ancora non mi spiego il perché, dopo tanti anni. Perché scelga di amare persone incapaci, di farlo. Eppure succede. Forse per sentirle libere. Libere dai propri demoni. Liberarle. In una catarsi, una rivelazione di bellezza.Un' epifania di amore. E' il dono più grande che ho sempre creduto di poter dare a chi amo. Eppure, lo giuro su quel dio tanto caro alle nonne, (invenzione per me), Vince la paura. Sempre. Le persone hanno paura. Paura di liberarsi dai propri tic. Le proprie debolezze, le proprie insicurezze. Si aggrappano alle proprie storpiature, alle loro grottesche abitudini, ad un mondo estremamente cinico, volgare, stupido e malato. E si finisce per diventare così. Ti convinci di essere quello che fai. In un mondo senza senso, ci si aggrappa dove si può. Tutte uguali. Tutti uguali. Tutti miseri. Attaccati al trucco, ai muscoli, al corpo perfetto, al narcisismo, alla costante ricerca dell'affermazione soprattutto Fisica, del Sé. Dove il sentire lo si cerca solo nell' aspetto. La confezione e il marketing, la vincono. Il più spietato, vince. Un mondo a rovescio. Un mondo dove si crede alla prima cosa che si incontra, quella più comoda per noi, che non ci sconvolga mai l'esistenza, per carità, per passare alla prossima quando la prima delude. Non c'é amore. Siamo tutti vittime. Predatori dell'anima. Vittime del proprio egoismo. In un mondo dove la prossima testa a cadere da un momento all'altro, potrebbe essere la tua.

martedì 14 gennaio 2014

Il mio Ruolo é un Pensiero Malvagio.

Posto che non sono una persona estremamente loquace, checché se ne pensi, mi trovo a riflettere sul fatto che manco blogger mi vuole più sentire. Tanto che mi tiene costantemente sloggato, nonostante io provi ad accedere, impedendomi anche così (eccetto casi) di esprimermi con un commento nei pochi blog in cui mi soffermo a leggere. Così. Per dire.
Detto questo, mi veniva (incredibilmente) qualche considerazione in base a ciò che é la mia esperienza, mista a quella altrui. Anche in questo microcosmo digitale.
Una di queste é che la passione sia un'onda di vitalità, di felicità, di trasporto,di sudore, in un mondo invece infelice, fatto di routine, di matrimoni di circostanza, di infelicità personali a cui goffamente si tenta di porre rimedio (facendo ora l'amante, ora il compagno premuroso, ora l'eterno insoddisfacibile) , di un'insofferenza latente che é lo specchio della nostra società.
Nessun proposito. Che di per sé, non trovo necessariamente difettoso. Ma dove volesse significare "nessuna prospettiva","buio","mancanza di speranze e progetti", beh...mi fa riflettere. La passione come gabbia di libertà. In una prigione grande quanto un pianeta.
Costantemente mi trovo a notare come sia la solitudine che in realtà, la faccia da padrona. Di come ci si voglia distinguere dalla massa, sentirsi e credere di essere diversi, non riuscendo invece a realizzare che siamo l'esatto contrario. E cioé, "la totale mancanza di sorpresa di Jack". (Non ho saputo resistere a questa citazione, ci stava da dio.) Seppur diversi, uguali.
Intendevo dire, la totale mancanza di sorpresa, di novità, di originalità. Tutti in fondo uguali. Nelle miserie e nelle tragicomicità. Dei perfetti automi nelle mani di un copione non scritto sicuramente da noi. Come cavie. Semplicemente cavie. E non perché di base non ci siano potenziali espressivi anche altissimi volendo, anzi. Tutt'altro. Semplicemente recisi nei cliché sociali, credo si sia troppo presi a soddisfare maldestramente quei bisogni che ci portiamo dietro e dentro, il più delle volte senza rendercene minimamente conto, da tempi lontanissimi. Credo che se uno si fermasse a ragionare, sottolineo fermasse, capirebbe cosa intendo e a cosa mi riferisco.
E invece siamo spasmodici, frenetici, compulsivi, maniacali, schizofrenici, paranoici. Il trionfo della odierna psichiatria. Siamo briciole di un mondo settato su un sistema che gigantescamente ci divora e ci sputa dall'altra parte del pianeta, mentre il nostro cuore ancora prendeva le misure per mettere radici.
Una ricerca. Una costante ricerca di una sensazione di felicità che non riusciamo nemmeno a definire,come sia fatta. Tantomeno a realizzare poiché il mondo ideale é solo frutto della nostra invenzione.
E così si diventa l'alternativo, la stronza, il nerd, l'insensibile, l'heartbreaker, lo sciupafemmine, l'amante, il manager, la puttana, il barbone, l'artista, il fotografo, il creativo, la stilista, il puttaniere moralista, l'ultrà, la bimbaminchia, il musicista, il venditore, lo scrittore, il testimonial...e tutto ciò perché? Perché avere un ruolo, é necessario.
Inevitabilmente, il proprio mondo interiore può e potrà esprimersi solo attraverso un ruolo.
Costretti quindi a recitare quella parte, che in fondo in fondo, "non ci somiglia per niente." (Parafrasando Johnny.)
In sostanza, vivere con passionalità in questo mondo\sistema,mettendosi veramente in gioco può considerarsi quindi un Seppuku (volgarmente e più noto con il nome di Harakiri).
Non so cosa volessi dire, ma l'ho detto. Forse.
"Mi piace sempre (???) concludere il post con una domanda: Lei, cosa chiede a sé stesso? E cosa si risponde?"
....
Qual é il tuo, di ruolo?


Dark was the Night, Cold was The Ground.



martedì 7 gennaio 2014

"Ma gli uomini veri, con le palle, dove sono finiti?!"

Già. Che se non fossi la mia titolare, se non lavorassi con tuo marito e non conoscessi tuo figlio, ma se soprattutto non fossi stato innamorato e fedele a quella pezza di merda che mi ha usato fino a due giorni fa, la notte prima, quando finito il lavoro mi hai chiesto di appartarci in macchina a guardare la collezione di farfalle, quando hai tentato di baciarmi, te l'avrei dato io, l'uomo vero. Mezza sega. Tu, non vali un cazzo.

Ci fanno sempre 'sta considerazione del cazzo. Se nessuno vi degna anche solo di sputarvi nel culo é proprio perché uomo lo é. E pure intelligente. Abbastanza da capire cosa é importante e cosa no. Da capire che se lotti per qualcosa che ami e in cui sudi, non vale buttarlo via con la prima puttanella smidollata di bassa lega che incontri.
Dove sono gli uomini veri? Con le palle?
E le donne? Hanno mai abitato questa galassia?
Il frocio non lo si fa col culo degli altri. Di un marito coglione che ti aspetta a casa col bambino, mentre quella cagna tenta in tutti i modi di farsi deflorare, di un coglione che ha almeno le palle di resistere e dire no. Mentre tu non ti fai il minimo scrupolo a mentire.
Altro che parità e deprecazioni per violenze.
Prenderti a calci e sputi sarebbe il minimo sindacale.
Altro che donne. Non valete la terra che calpestate.



lunedì 23 dicembre 2013

Miele e Veleno.
Un requiem per me.



"...........".


Dormi. Dormi. Ancora, e ancora.
Dormi l'inverno. La primavera, l'estate.
Ed un altro inverno ancora. Dormi per sempre. 
Dormi fino a dimenticare tutto. Dimenticare persino chi sei. 
Dormi. Forse é solo un brutto sogno dal quale non riesci a svegliarti.


venerdì 20 dicembre 2013

Lamentarsi é un dovere, più che un piacere. Non mi lamenterei mai di una situazione perfetta per me.
Son mica scemo. Ma la miseria regna incontrastata. Lo vedo in quelle rappresentazioni di giovani adolescenti quarantenni che sfogano in ogni bizzo digitale la mancanza di attenzione ricevuta dai propri genitori. Adolescenti mancati, anch'essi. Generazioni e generazioni di anaffettivi dalla notte dei tempi.
Quindi mi piace lamentarmi dell'inutile, che é estremamente ritenuto utile. In quanto non esiste l'utile che intendo se non nella mia testa che teorizza,visualizza e progetta mondi umani paralleli ed alternativi.
Così bevo la mia coca al mattino, fumo e mangio compulsivamente, socializzo col mio reflusso gastroesofageo e tento di non uccidere. Sono l'uomo impressionista del secondo millennio rovinato malamente nel terzo.

Catch.  Flash.  Boom.


Mari Tempestosi e Prolungati Inverni.

Ti strapperei con dirompente violenza il tuo ricercato abbigliamento di giornata.
Quello che "oggi sono un disastro"; mentre passi la liturgica ora in solitudine a convincerti che non sia così, dissimulando inevitabilmente il contrario.
Violenterei le tue private perversioni fatte di mimetismo.
Prevaricherei la bocca e gli occhi. Sfonderei la frustrazione dell'inutile convenevole distanziale.
Quel che basti a stringerti la gola e farti conoscere l'uomo che sarei dove non posso essere, se solo la tua incisa settorialità mi concedesse di non sentire, da chilometri di distanza, l'odore della paura.

Mentre continuiamo a chiederci affettatamente "scusa".





venerdì 6 dicembre 2013

giovedì 5 dicembre 2013

Fight the War. Fuck the Norm.

Sento che potrei fermarmi un attimo qui, a dire niente. Quel niente che piace tanto a quelli che stanno qui. Quel niente di scritture erotiche, di succhiate, di sborrate dipinte come schizzi d'arte contemporanea, di tuttologia applicata all'onnipotenza della mente umana (la propria, regolarmente), sì, insomma. Quei fiumi di coscienza, oppure banali cazzate. Del tipo La signora X,il tipo Y, mi ha detto, fatto, toccato, spruzzato..
E Camus, e Jodorosky, e la Merini, e De Andrade,e Coelho, e Robespierre.. E il lavoro e il sadomasochismo, e tutte le stronzate di cui sono riempite le nostre vite, in sostanza. Semplice.
Menzionandole, mi sono già introdotto nell'onere preannunciato di farlo. Quindi, I'm doing well. In the right way. Sì, insomma. Di che si vuole parlare? Di struggimenti? Di frustrazioni? Di poesia? Di umanità applicata? Dell'ipocrisia? Dello stipendio da 1.3?
Io parlo spesso di queste cose. E lo faccio spesso stando zitto. Che il mio interlocutore spesso non interessato non capisce.
Penso ai capelli che cadono stronzi, alla monotonia di un cazzo con le scopate programmate, alle sigarette insapore e insoddisfacenti, delle non sorprese, di appuntamenti che ricorrono cadenzati in cose diverse, che vogliono tutti sfuggire a lei. La noia. La monotonia.
Tra poco é Natale. Wow!
Un altro anno è passato. Magnifico! Belle stronzate.
Lavorerò, tanto per fare qualcosa di nuovo.
Ho bisogno di emigrare. Esiste un altro sistema solare?
Esiste un mondo dove non ci sia tutta questa finzione?


Voglio il caos, l'anarchia. La guerra. La violenza. Affrontare una bestia feroce, morderla al collo fino a spaccarmi i denti, strapparle le vene, le viscere, Sentire il sangue ancora caldo scorrermi addosso, sentire la sua ferocia sbranarmi.
Me ne fotto del marketing, del trend, del come fare più soldi di bill gates, dello slang, della tv. Delle mode. Dell'ultimo pezzo di quell'artista sconosciuta che siccome sono convinto di averla sentita solo io e altre 4 persone al mondo, sono più figo di voi.


E' tutto finto.
Un immenso plotone di bambolotti al citalopram con le sopracciglia disegnate e le tette strizzate.
Avrei preferito essere un semplice oplita di Alessandro Magno. Almeno avrei avuto qualche ideale. Qualche obiettivo. Sentire l'odore della terra secca prima del frastuono. Del fragoroso scintillio del sangue e del ferro.
Del farsela addosso per l'eccitazione.
O magari un pittore del settecento, dell'ottocento. Un artista girovago. Sporco e avvezzo ai bordelli. Quando ancora esisteva poesia nell'uomo e nella donna. Una vita avventurosa. Fatta di regole sociali che solo le classi nobili potevano e dovevano rispettare. Mentre i randagi si arrangiavano alla vita quotidiana con la consapevolezza ben impressa nella mente che ogni giorno poteva essere l'ultimo.
Quale personaggio famoso del passato mi piacerebbe davvero essere stato?
A conti fatti forse nessuno. Ognuno immagino abbia avuto glorie e cadute. Se cristo ha avuto la sua croce, immagino gli altri. (Sì, ho trovato. Morrison. Jim Morrison. Lui sì.)
In un mondo in cui ciò che conta è solo il potere, nulla mi affascina più.
E dire che sono un tipo decisamente sexy.
Stimoli.

martedì 15 ottobre 2013

Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d’alberi e d’abissi.
Aspra pena del nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.

- S.Q.-






martedì 1 ottobre 2013



It's only you, 
Who can tell me apart, 
And it's only you, 
Who can turn my wooden heart.

martedì 17 settembre 2013