venerdì 26 aprile 2013

«Quindi, miei cari, 
obbedendo come sempre, 
non solo come quando ero presente,
 ma molto più ora che sono lontano,
 attendete alla vostra salvezza con timore e tremore».



mercoledì 24 aprile 2013

So this is Christmas, and what have you done?

Come funziona la vita? Ho una nuova casa, una compagna, due gatti, un coniglio, poca salute, tanto stress e tanta merda dentro, fuori, e all around. Una ex "famiglia" che mi dà il volta e mal di stomaco che non manca di pretendere il suo merdoso tributo, ma io sono stanco. E' poi per questo che me ne sono andato. Vivo in una piccola cittadina, carina se vogliamo, con tanto verde. Ma a parte questo non offre un gran ché. La situazione lavorativa é in stallo, mi do da fare, si raccoglie poco, trombo abbastanza, ma probabilmente non sono soddisfatto come vorrei. Perché?
Presto farò un giro ad Ibiza e se non mi prende un colpo in aereo, mezzo del quale sono terrorizzato, vivrò quest' esperienza estera. Che si fa? Si resta fuori o l'erba del vicino é sempre più verde. Io me ne starei fuori, sinceramente. Il desiderio di non capire una parola di quello che dicono i miei colleghi di specie é molto forte. Odio la razza umana. Odio un po' tutto. Anzi, un po' più di un po'. Ma questo era ed é evidente.
Così la domanda resta la medesima: il senso?
Farmi andare bene quello che é, conviverci, lavorarci sopra giorno dopo giorno con somma fatica, impegno e zero garanzie e certezze o per l'ennesima volta mollare per seguire istinti di non appartenenza, di svincolo e libertà? Che é la mia indole da che me ne ricordi. E chi lo sa. Papparappa. Rappappà.
"La vita é un sogno o i sogni sono merda fresca sulla quale scivolare?" - Direbbe Marzullo.
Chissà se vive ancora, quel furbacchione.
Da poco sono 33. Chissà se tocca a me. Sai che sollievo.
Per fortuna globale non ho il porto d'armi. Altrimenti chissà che cazzo potrei combinare.
Ci prendono per il culo dal momento della nascita e questo é il risultato. Frustrazione indotta e smarrimento.
Sono sano così? E' così ch'é esser sani? Sano così?




lunedì 25 marzo 2013

Spettatori: Richaaaard! Ce devi sagrificà 'r pollo ar demoniooo!

Richard Benson: Che devo fa io?

Spettatori: Ce devi sagrificà 'r pollo ar demonio! A Satanaaaaa!

Richard Benson: Ma io mi sono già sagrificato… io sono il vero figlio del demonio! Sono io il vero figlio del demonio!

Spettatori: Tu se'n fijo de 'na mignottaaaaa!

Richard Benson: Non avete visto io miei occhi? Non avete visto che tutti invecchiano? Come mai io a questa età ancora non sono invecchiato?

Spettatori: Perché c'hai 'a paruccaaaaa!



[Estratto da un dialogo tra Richard e il suo pubblico al Coetus Pub, 17 dicembre 2005]







domenica 17 marzo 2013

Ben più acuto,visionario ed intuitivo di Nietzsche, invece, mi pare il suo padre putativo. Søren Aabye Kierkegaard. Filosofo vissuto invece nella prima metà dell' ottocento.Secondo alcuni il padre dell' esistenzialismo. Ed essendo del Toro, corrisponde. Alcuni pensieri:


-Nulla di finito, nemmeno l'intero mondo, può soddisfare l'animo umano che sente il bisogno dell'eterno.

- Ogni uomo é un ipocrita nato.

- La realizzazione dell' attesa é una freccia che oltrepassa il bersaglio.

- La fede é una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca.

- La filosofia é la balia asciutta della vita, veglia sui nostri passi, ma non ci può allattare.

- L'eccesso di ironia, cadendo nel sarcasmo, riesce ad uccidere.

- Il denaro é pura astrazione.

- Il paganesimo aveva un dio per l'amore ma non per il matrimonio; il cristianesimo ha, oserei dire, un dio per  il matrimonio ma non per l'amore.

- Ho creduto sempre nella possibilità di poter scegliere tra etica ed estetica.


Se non altro, rispetto a Nietzsche, più elastico e possibilista. A mio parere.




Ah. Scusate.
Tette grosse, bocchini con ingoio, sborrate prorompenti, inculate violente, mangiate di figa, grandi scopate, schiaffi, morsi, graffi, mani al collo, prese per i capelli, puttane da 4 soldi, cani rabbiosi, abiti provocanti, priapismo, ninfomania, culi rotti, sodomizzare, vagine sfondate, cazzi fumanti, puttanerie varie, eccetera. Perché? Fa audience. Uniforma, conforma, aggrega, accentra e cementizza.
Con un' impennata di visualizzazioni la mia vita avrà finalmente un senso.



sabato 16 marzo 2013



Into the 6.
Nuda. Sul letto. 
E tremo. 
Tremo forte. 
Tra le tue carezze. 
Se vuoi fare una cosa per me, 
amore mio, 
stai zitta.


Sì. Cazzeggiando. Mi rendo conto di non essere una persona stimolante e socievole, così questa notte nascerà e forse morirà una nuova rubrica: filosocazzeggiando con John. Così scelgo uno dai più ritenuto se non 'Il Filosofo', sicuramente uno tra i più importanti esponenti di questa categoria. Friedrich Wilhelm Nietzsche. Filosofo tedesco vissuto tra la metà del 19esimo secolo e la fine dello stesso. Scelgo lui e tra gli innumerevoli aforismi elencati e letti mi accorgo di trovarmi davanti a un pensatore di un'intelligenza e coscienza non così infinita. Almeno questa é la mia impressione. Che vale quel che vale.
Così ne seleziono un po' e li riporto qui. A stimolo e riflessione di chi legge. Se vi va potreste dirmi quale vi colpisce, se c'é, il motivo e la vostra opinione. Su uno, su più, su tutti, su Nietzsche o sulla salsa tonnata, ad esempio. Se no potete sempre andarvene affanculo, che non é mai un invito sprecato.


Et voilà; a voi, Nietzsche ed i suoi aforismi:



- Il cinismo è la sola forma sotto la quale le anime volgari rasentano l’onestà.


- Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono.


- I tedeschi sono come le donne, non potete scandagliarne le profondità; non ne hanno.


- I fatti non ci sono: esistono solo interpretazioni.


- Di solito la madre, più che amare il figlio, si ama nel figlio.


- Ciò che non mi distrugge, mi rende più forte.


- C’è una baldanza nella bontà che si presenta come cattiveria.


- Certe madri hanno bisogno di figli infelici, altrimenti la loro bontà di madri non può manifestarsi.


- Che cosa è verità? Inerzia; l’ipotesi che ci rende soddisfatti; il minimo dispendio di forza intellettuale.



- Chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E se guarderai a lungo nell’abisso, l’abisso guarderà dentro di te.



- Il vantaggio della cattiva memoria è che si gode molte volte delle stesse cose per la prima volta.



- Io sono interamente corpo, e nient’altro; l’anima è soltanto una parola per indicare qualche cosa che riguarda il corpo.


- L’amore è lo stato in cui l’uomo vede le cose diverse da come sono.


- L’enorme aspettativa riguardo l’amore sessuale e la vergogna per questa aspettativa rovinano sin dall’inizio alle donne ogni prospettiva.


- L’ozio è il padre di ogni filosofia. Quindi è la filosofia un vizio?


- La decisione cristiana di trovare il mondo brutto e cattivo, ha reso brutto e cattivo il mondo.


 - La paura indossa la maschera della passione non per eccesso di vita ma perché di vita non ce ne è abbastanza

- La pancia è la ragione per la quale un uomo non si può considerare un Dio.

- La sensualità affretta spesso la crescita dell’amore, così che la radice rimane debole e facile da strappare.

- La speranza è il peggiore tra i mali, poiché prolunga i tormenti degli uomini.


- La strada per la grandezza passa attraverso il silenzio.


- Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.


- Nella dorata guaina della compassione si nasconde talvolta il pugnale dell’invidia.


- Se l’uomo percepisce la verità in uno stato di coscienza, vedrà ovunque solo la miseria e l’assurdità della vita e un grande disgusto lo assalirà.


- Si ama il proprio desiderio e non la cosa desiderata.


- Si odono solo le domande alle quali si è in condizione di trovare una risposta.


- Spesso si contraddice un’opinione quando ciò che non è congeniale in realtà è il tono in cui è stata trasmessa.


- Tutto ciò che è profondo ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l’immagine e la similitudine.

- Una passeggiata in un manicomio mostra che la fede non prova nulla.
- Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, un altro, perché vorrebbe perdere se stesso.

- Vai a donne? Non dimenticare la frusta.
- Vi è un grado di falsità incallita, che si chiama coscienza pulita.

- Vi insegno il Superuomo. L’uomo è qualcosa che dev’essere sorpassato.


- Vi scongiuro, fratelli miei, rimanete fedeli alla Terra, e non credete a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali! Sono avvelenatori, che lo sappiano o no.

- Voi invitate un testimone, quando volete parlar bene di voi; e quando l’avete sedotto a pensar bene di voi, pensate voi stessi bene di voi.


Ovviamente dove c'é John, c'é musica. E questi sono una recente scoperta paneuropea che apprezzo. Che magari di filosofia non ve ne fregava manco il cazzo. Quindi:


giovedì 14 marzo 2013

E' che alcune cose, anche raccontate,
 non rendono giustizia.
Sono per la concretezza.
 Siam mica qui a smacchiare giaguari, 
diceva uno veramente furbo.




La pochezza mi deprime e rassicura.


Habemus connessionem. Almeno per qualche giorno. Con tanti cazzo di nomi che poteva avere..  Ma in sostanza: a che cazzo serve un Papa? Perché a dire ovvietà sono buono anch'io, eh? Con 'sta crisi, posso farmi pure Santo Father.




lunedì 11 marzo 2013

DolcissimaEly82, PiccolaGiugy93, valentinacucciola, DolceElfa88, cocco.losa, Dolcesupersimpa, Superglenda, Volami.nelcuore, superfiga, ciccipucci, piccolina, stellina, pulcina, vacchina, cipollina, ecc..

Sparatevi subito. Non indugiate. Fatelo convinte. Andate fiere incontro al vostro destino.



Brindo all'intelligenza e alla stupidità. E a tutte le bocche che si aprono per rivelare il contrario di quello che dicono.


C'é un cazzo da fare. A molte persone si fa prima a metterlo in culo che in testa.


giovedì 28 febbraio 2013

Quarta notte dal garage: La scorsa giornata é stata sempre poco produttiva, causa malesseri e tentativi di recupero sonno. Poco girare, molto risparmiare. Che per me é la tecnica migliore. Meno frustrazione nel vedere risorse buttate al vento. Inoltre grazie al contributo dei soliti pochi ho rimediato un'ottima stufetta che ha reso la situazione sicuramente più confortevole. Per la notte. E finalmente ieri é passata la persona che mi buca le vene, arrecandomi un po' di sollievo con droghe legalizzate. Il che ha prodotto una notte chimicamente più confortevole. Ieri sera é stata la mia prima volta ad una mensa caritas. Entri, lasci il tuo documento, anche se bisognerebbe e bisognerà a quanto pare passare da un centro d'ascolto e farsi "schedare", per poter continuare ad usufruire dei servizi di questi "istituti di carità". Quindi cibo e bagno, dato che come accennato precedentemente posti letto non ce ne sono. E la cosa non é che mi dispiaccia più di tanto, visti i soggetti ed il tanfo nell'aria. Quindi entro, chiedo di mangiare, si tengono il mio unico documento che lascio lì a malincuore perchè se perdo quello sono fottuto, prendo il mio numerino e aspetto. Ho il numero 50. Ieri sera non eravamo tantissimi, la sera precedente, quando passai per informazioni erano qualcosa di più. passavano i 70. Ieri eravamo sui 60. Così parte la fila, 1,2, poi 3 e 4, e così via. Ci vuole una mezz'ora buona prima che tocchi a me. Mi dovrò regolare a riguardo, stare in piedi ad aspettare non é il massimo per me. Così arrivare o molto presto, oppure a metà orario, di modo che la fila si sia già smaltita. Stamattina proverò a tornare lì e spero che nonostante la mancata schedatura, alla quale proverò a provvedere nel pomeriggio, mi facciano fare comunque una doccia. Lo spero. Che l'aria dell'homeless ce l'ho tutta. Me lo si legge in faccia. Comunque, riguardo alla cena di ieri.. posso dire che sicuramente non c'era nulla di eccezionale, e che alcune cose le ho ingoiate nonostante non mi rassicurassero per niente. Ma proprio per niente. E a questo non sono di certo abituato. Ma l'ho detto e lo faccio. Piuttosto mangio la merda, quella vera. Ed eccomi. Prendo il pane che non ho toccato ed i due kiwi, avvolgo in un pezzo di carta e dopo aver chiesto, porto via. Fin'ora nulla di drammatico. Per fortuna. Anche se la sedia mi continuava a ballare sotto al culo ed io ero convinto ci fosse qualche stronzo che si divertita a sfottermi e/o a tentare di rubarmi cose di dosso. Invece, a meno che di mostri nei seminterrati, la causa più probabile di quelle scosse era forse la vicinanza con la ferrovia.. Così mentre mangiavo continuavo a sporgermi e guardarmi sotto al culo. Chissà che hanno pensato le facce rassicuranti nella stanza. Il più bianco aveva il colore del caffélatte. Non che io sia ariano, quindi... é il posto per me. Forse.
Quindi, parola d'ordine, ottimizzare. Cosa che una volta sapevo fare molto bene. Ora mi ci vorrà esercizio e sacrificio, ma non mi spaventa. Tornare a me stesso, non mi spaventa più di tanto. Spero l'isolamento mi permetterà di curarmi, per quel che posso e ricominciare, con meno pressioni possibili, a fare qualcosa di costruttivo per me, e per gli altri. Oggi comunque, é tempo di fare qualche giretto e di mettere in moto eventuali possibilità. Cara benzina di merda. Quanto mi costi. Intanto vediamo se riesco a fare una doccia.
Amici Allah. Sto arrivando e state lontani dal mio culo. Vi avverto. Potrei reagire molto male.

mercoledì 27 febbraio 2013

Terza notte: la temperatura pare essersi alzata un minimo. O forse é solo una mia percezione. Non so. Ad ogni modo spero accada. Perché domani si torna al freddo e alla fine mi va bene così. Anche se ora, mentre scrivo, ho dato un occhio al meteo e mi sa che non ho detto proprio giusto. Le temperature relative alla notte in realtà nei prossimi giorni, e mi pare settimane, si aggireranno ancora attorno allo 0. Questa non é sicuramente una buona notizia. Devo sicuramente attrezzarmi a riguardo. E cercherò di farlo. Dato che alternative, al momento non ne ho. Vedremo che accadrà. Palloso resoconto della giornata. La scorsa notte, seppur al caldo, é stata breve. Troppo breve. E questa lo sarà ancora di più, dato che continuo a temporeggiare invece di spegnere tutto. Ma sta diventando un momento mio, di autoanalisi anche. E forse mi piace. Non ho mai tenuto un diario. Magari può portare qualcosa di buono. Chissà.
Sveglia presto quindi, tanti giri attraversando paesaggi innevati e soleggiati, "pubbliche relazioni" al fine di migliorare la mia condizione anche se non ho ottenuto che una stufa a kerosene, per il momento, di cui dovrei comprare una costosa ricarica e non so se mi va. Chiacchiere che hanno fruttato poco, dicevo, in termini pratici. Ma hanno fruttato quanto meno un pasto. Una pizza "sbagliata", che invece é risultata idonea per la mia ricarica di carboidrati, energie, umore. Inutile dire che la stanchezza si é poi fatta sentire nel giro del primo pomeriggio. Post-prandiale, quindi. Prelevata una prima somma in posta ,cosa che davvero non mi fa per niente piacere, e colto un'occasione per caso e per strada di fare due chiacchiere per una eventuale cessione di attività, mi accingo al consorzio artigiano dove mi attende una ragazza sui 36 con cui avevo appuntamento da settimane la cui simpatia e disponibilità sono pari a quelle di una suola di scarpa. Del tipo "Che cazzo ci sei venuto a fare qua. Le cose che ti dico devi già saperle, perché se le so io le devi sapere anche tu, perché il lavoro lo faccio esclusivamente per far passare al mio culone le ore su quella sedia davanti a quel pc. E non ho voglia di spiegare un cazzo a nessuno.", mi manda invece poi verso la persona che tratta l'aspetto finanziario della cosa. Il direttore. Che uno pensa "se quella é così, figuriamoci il direttore..". Tutto questo nel rincoglionimento post prandiale che citavo prima. E infatti... no. Tale direttore, uomo (e sottolineerei uomo) sulla cinquantina abbondante si rivela invece molto disponibile, il che lo confesso mi ha suscitato qualche dubbio personale, tuttavia non lesina di ascoltare la mia idea e di fornire consigli utili ed esperienza. Lo ringrazio, faccio tesoro e vado oltre. Bla bla bla.
Poi in centro. Dove i parcheggi vicini costano solamente 1 euro e 50, li mortacci loro. Così scelgo di parcheggiare più lontano alla modica cifra di 30 cent/ora. Mi sembra una sorta di nuova vita, per me che pure di nuovo non trovo più nulla. Nonostante la giornata ed il malessere mi guardo intorno, osservo molto la gente, quello che mi accade intorno. Mi sento come Thomas Andersson, il protagonista di Matrix, quando cammina tra la gente che sfila imperterrita, robotica, e tu cerchi semplicemente di capire il senso delle cose. Ruoli, atteggiamento, espressioni, occhi, bisogni, esigenze, gap generazionali. Il tutto sempre in continuo movimento. Perché il must, si sa, é "chi si ferma é perduto". E tutto questo, rinnovato, faticoso movimento, mi porta ad osservare le attività inerenti a quella in cui vorrei cimentarmi per esigenze a questo punto prettamente di sopravvivenza, e non solo: osservo negozi, prodotti, prezzi, afflussi. Un mondo che a nessuno farà stupore, mentre a me sì. Che della vita "normale" sono fuori e non me ne interesso neanche. E' come guardare le api lavorare e muoverti nello spazio attorno per comprenderne le dinamiche. Finisco neanche a dirlo in gelateria, a prendere una dose di zuccheri e latticini, poi in biblioteca, sperando di scroccare una connessione che invece non arriverà mai. Arrivo in pieno centro, all'informagiovani, ed il problema si ripropone. Occorre un tecnico informatico che al momento é assente. Tutte io le fortune. Sbircio tra gli annunci di stanze in affitto, prezzi improponibili per me, così come annunci di lavoro. Pochissimi e assolutamente fuori dalle mie possibilità. Ed é così che da un po', mentre cammino mi ronza l'idea di tornare in macchina, prendere la chitarra e mettermi a suonare per prendere qualche soldo. Certo, mi sento imbarazzato, ma con un po' di confidenza e la giornata giusta, forse, questa sarà una probabile via percorribile. In fondo girare il mondo suonando non mi dispiacerebbe. Forse meglio non cominciare dalla mia città, però. Città dal trend fighetto, puzza sotto al naso, provincialismo e falsa ideologia di sinistra. Il pensiero di farlo lì, mi umilierebbe probabilmente. Insomma. Rimando questa possibilità a data da desinarsi.
Faccio un giro completo e al ritorno alla macchina sono una merda. Ci vuole il fisico, ed io ho l'esatto contrario. Sono ancora lontano dagli 'anta e sono già a pezzi. Tutto ciò ovviamente si ripercuote sull'umore. Proseguo. Declino l'invito a cena della famiglia che anche stasera gentilmente mi ospita e cerco di rimettere tutti gli organi più o meno al posto loro. Tutti tranne quello dove si annida il pensiero fisso dalla mattina. Quello che fa più male e che inevitabilmente si fa forza sulla ormai spossata carcassa reduce da cotanta attività fisica. Per fortuna che non me ne sarebbe fregato un cazzo, no? Mah. Sii forte. Mi viene da dirmi ora che qualche ora é passata, ma le fitte al cuore sono sempre lì ed il pensiero non cessa dove l'anima é fragile e la certezza labile tanto quanto forte invece l'emozione. Devo convincermi che offesa significa offesa, altrimenti non ne uscirò mai. Sii egoista, mi dico. Forse dovrei tatuarmelo, ma non credo lo apprenderei lo stesso. Dovrei soprattutto congelare emozioni e ricordi, ma faccio acqua da tutte le parti. Ed oggi non é proprio un giorno dei migliori. Ed é lì, nel delirio di stanchezza che cago fuori le migliori cazzate trascendentali. Oserei dire messianiche. Come frasi del tipo "Tutto é svelato, per l'occhio che sa vedere." Che in realtà credo sia un concetto espresso già da altri prima di me. Va bene. Volevo provare a farmi un mezzo complimento, ok? Patetico, lo so.
Ad ogni modo. Con la morte nel cuore verso sera decido di chiudere in bellezza recandomi ad un centro di raccoglimento, mi pare di ricordare che si chiami così. In sostanza, un posto per chi non ha da dormire, da mangiare, eccetera. Per vedere se almeno lì, c'é un posto per me. Macché. 34 persone su 25 posti letto. L'ambiente é stracolmo. Mi viene gentilmente consigliato di provare in stazione dei treni, qualora ne avessi bisogno. Ma ad un certo orario chiudono e sfollano. Per cena mi pare di avere capito che sono una settantina. Il 90% di loro é nordafricano o slavo. Italiani molto pochi e malmessi. E in tutta franchezza, sarà l'umore a pezzi, sarà la gran voglia di piangere che oggi non mi vuole lasciare, sarà il clima, ma il migliore delle persone là dentro ha la faccia di un ergastolano. Quell'ambiente, ad impatto, mi intimorisce. Sembra il carcere. E si narra che in carcere non si stia proprio tranquilli.
Nonostante ciò, prendo informazioni utili, come la possibilità di fare una doccia o di usare il bagno. Che già può essermi utile. Il problema é che l'idea di trovarmi seminudo in mezzo a questa gente che si conosce bene e fa squadra,  proprio non mi mette allegria per un cazzo. Così penso ad eventuali armi da portare appresso a scopo difensivo, il ché decreterebbe una situazione ancora peggiore. Meglio non pensarci, ora. 2 e 40. Mi restano appena 4 ore per riposare un minimo ed un'altra lunga, lunghissima e fredda giornata in arrivo.
dio esiste. E ne ho le prove. Perché il bastardo mi lascia sempre qui, invece di porre fine ad un calvario lungo 30 anni. E' l'unico senso che ragionevolmente riesco a cogliere. Una merda di stillicidio. Basta. Non ci vedo più. Adieu.



martedì 26 febbraio 2013

Seconda notte da... : sono senza sorpresa alcuna ancora in alto mare. Ma per stanotte, almeno, al caldo. La scorsa é stata molto dura, lo ammetto. E ringrazio la famiglia che mi ha offerto gentilmente il suo divano rosso ed il suo maxi schermo che parla di persone che parlano di politica, credo. In realtà, come tutti, non fanno altro che parlare di loro stesse. Che la politica vera é l'ultima cosa che importa a chi va in televisione. Sarà per questo che non la guardo da anni ormai e non ne sento questa gran mancanza. Mi sembra tanto patetica da rendere patetica anche la realtà al di qua dello schermo. La notorietà come must. Appari o muori.
E calza tra l'altro perfettamente con la mia condizione attuale. Non fai il teatro dei piagnistei? Ti poni a cucchiaio dove altri vogliono essere pietanza? Muori. Ma va bene così. Come scritto poco sotto, non rimpiango nulla. Oggi sono riuscito a fare una doccia calda, dopo una notte piuttosto dura. Ed é stato un gran sollievo. Il guaio é che la doccia é una cosa che va fatta almeno una volta al giorno, per me. Il che può essere un problema in quanto a possibilità. Ma va be'. Valuterò giorno per giorno.
Ciò che segno nella giornata trascorsa é sì, la doccia, ma l'altrettanto mancato stupore, o forse stupore a ribasso per chi i vincoli di sangue davvero non li sente. Ma non solo. Anche per chi non ne ha, mi stupisco.
Perché ogni cosa, a seconda di chi é l'interessato in questione, vale uguale ad un'altra. Così, se tu dici che sei per strada e non sai come mangiare, dormire, lavarti o cagare, allora c'é chi ti risponde che oggi é andato dal commercialista e che dovrà pagare un sacco di tasse. Ognuno mette i propri ingredienti, insomma. Come in una sorta di dialogo dell'assurdo in cui il valore sta nel non valore. In cui un proiettile vale quanto un litro di petrolio, e così via.
Non capisco cosa abbiano le persone contro i divani. Mi rendo conto che tutti ne hanno uno in casa, compreso le persone che conosco. Ma quando dici loro che non hai idea di come passare la notte, non prendono minimamente in considerazione l'idea di dire: "Ehi, fratello mio, ma che cazzo dici.. c'é il divano lì. Tu al freddo non ci dormi." . Mah. Io sui divani non ci sputo sopra. In tutti i sensi. E' sempre la relatività, che vince. La scala. Ciò che per te può avere grande valore, per altri non vale magari un cazzo. Perché hanno standard o tenore di vita diverso, magari migliore. Ciò nonostante, nessuno manca mai di piangere o lamentarsi. Me compreso, si capisce. Ma sto cercando di disintossicarmi e di smettere, con questi beceri meccanismi scenici che ho sempre profondamente detestato. So che non sarà facile. Ma mi sembra tutto così triste, che non ho più tantissimo da perdere. Mal che vada si muore. E che sarà mai. Quanto la fate tragica.
Per il resto.. boh. Non so che dire. Cerco una sistemazione minima indispensabile, ad una cifra che non mi faccia dire: "Come cazzo faccio? Dove li trovo?". Una manna dal cielo insomma. O botta di culo, più concretamente. Così, semplicemente spero si alzino presto un po' le temperature e l'idea di continuare in un garage, in realtà, non mi fa così tanta paura. Di sicuro devo inventarmi qualcosa. Sia in termini di sistemazione, che di guadagno. E non sarà per niente facile.
Speravo in realtà che il padre di un amico che fa il custode in una grande e bella casa con grande giardino ( quindi non paga, mi pare) , che conosco da almeno 20 anni, accogliesse questa pecorella smarrita. Ma in realtà la ruota non gira. E quando mai l'ha fatto, mi verrebbe da aggiungere. E così ha categoricamente detto no, per motivi non ben precisati. Cazzo se ne farà di tutte quelle stanza vuote. Dalle quali, tra l'altro, vuole allontanarsi perché pare si senta un po' solo e isolato. (Mah?! Allora?!? ) Va be'. Amen. Fa lo stesso.
Ringrazio comunque molto l'amico che ci ha provato ad aiutarmi. So che l'ha fatto volentieri.
E niente. E' l'una e dodici, io sono cotto e magari ora provo a vedere se riesco a scambiare due parole dolci col divano rosso. Io, che paio spesso come uno stronzo bisbetico. Vai a capire.
Mi manca molto il mio stereo e non poter ascoltare musica online, perché i video consumano dati e di conseguenza la mia chiavetta si esaurirebbe molto prima. Ma la musica é una delle poche vere compagne che ho avuto non solo in questi anni, ma in quasi tutta la vita, direi. E', oserei dire, terapia. E quindi una parte di malinconia va a questo. Spero di fare in sogno una danza propiziatoria per la primavera e che si concretizzi presto. Che già sarebbe tanto e mi toglierebbe tutto 'sto pepe al culo, come dicono in danimarca.
E pensare che domani pomeriggio dovrei andare ad un consorzio per parlare dell'apertura di un'attività, e l'unica domanda che mi viene in mente da fare loro é :" Ce l'avete mica una stanza a pochissimo?" .Sono proprio a pezzi. Gute nacht. Auf wiedersehen. Good bye.


giovedì 21 febbraio 2013

Cadi in sogno, foglia morta.
Come vengono e vanno le calde tempeste da ovest,
così nel mio petto fiorisce la stagione degli umidi tepori.